La vittoria di una sola volta non è una vittoria per la vita

 

Puoi battere un avversario una volta e non essergli superiore per il resto della sua vita

 

E’ una sciocchezza giudicare da un solo incontro se si è ottenuta una vera vittoria

 

Una vera vittoria è una vittoria per la vita

 

Il vincitore di una volta può diventare un perdente a vita

 

Il segreto del combattimento consiste nell’arte di dirigerlo

 

Lo scacco nasce dalla negligenza

 

 

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E’ utile avere conoscenza dei principali termini usati nelle disciplina del karate.

 

Il termine giapponese dan significa "livello", "grado" e viene utilizzato nelle arti marziali per evidenziare i diversi livelli di abilità o d'esperienza.

Le regole base per l'ottenimento dei dan:

I livelli possibili sono tradizionalmente in ordine crescente di abilità dal primo al decimo.

 

Il primo dan corrisponde al momento in cui, nelle scuole tradizionali, il candidato all'apprendistato finisce il suo periodo di prova e viene considerato come degno di ricevere il vero insegnamento. Parlando in senso stretto, il primo dan è il grado di debuttante, mentre il decimo dan è in generale riservato al fondatore dell'arte marziale, e non può essere conferito se non da lui stesso. Questa situazione ha portato alla scomparsa di questo grado da alcune arti marziali.

 

I primi dan possono essere generalmente ottenuti conquistando una sufficiente quantità di punti nelle competizioni ufficiali oppure sostenendo degli esami.

 

I gradi più elevati richiedono anni ed anni di esperienza e tramite l'insegnamento o la ricerca occorre fornire un importante contributo nella disciplina delle arti marziali.

 

I gradi più elevati non possono essere conferiti che dal titolare di un grado superiore rappresentante una istituzione centrale.

 

 

Prima di raggiungere il 1° grado dan occorre aver conseguito il livello kyù più alto.

Nella maggior parte delle arti marziali, la qualità di detentore di un grado dan (yūdansha) è evidenziato dall'indossare una cintura nera.

Ogni grado dan viene riconosciuto anche tramite il nome giapponese:

1.  Shodan (o sai dan)

2.  Nidan

3.  Sandan

4.  Yondan

5.  Godan

6.  Rokudan

7.  Shichidan (o sitchidan)

8.  Hachidan

9.  Kyudan

10.  Judan

 

 

 

 

 

Nel Kata, che significa "forma", si racchiudono le tecniche diffuse dalle varie scuole, le principali sono queste:Shito Ryu,Wado Ryu, Shotokan e Goju Ryu. Il Karate ha una vasta gamma di kata che si differenziano nei diversi stili. I kata possono essere visti come delle tecniche marziali prestabilite, per la maggior parte, nelle otto direzioni dello spazio. Il kata non viene considerato come un combattimento simbolico eseguito a vuoto, ma come un combattimento contro uno o più avversari. Il numero dei kata, ma anche i loro nomi e i kata stessi, cambiano in base alla scuola ("stile") che si pratica. Gli elementi fondamentali per eseguire un buon kata sono: la tecnica, kime (la breve contrazione muscolare isometrica eseguita nell'istante della conclusione della tecnica), la potenza (indicata dalla formula P=FxV dove la velocità risulta essere maggiormente incisiva della forza), l'espressività, il ritmo. Nello stile shotokai sono importanti anche la profondità e la morbidezza dei movimenti

 

 

Nel Kumite, che significa combattimento, i colpi, ad eccezione del Kyokushinkai (e degli stili a contatto pieno da esso derivati), non vengono affondati alla ricerca del knockout (KO) dell'avversario, ma vengono arrestati per ovvi motivi di incolumità. Le tecniche tuttavia, devono dimostrare il loro potenziale ed essere eseguite, arrestandole con controllo per non arrecare eccessivi danni. Ciò è possibile grazie ad un adeguato allenamento e ad un opportuno regolamento di gara. Quest'ultimo infatti prevede, in linea di massima, un lieve contatto a livello addominale, nessun contatto con tecniche di braccio al volto e un lievissimo contatto con tecniche di calcio al volto (anche se esistono vari regolamenti e, per esempio, in alcune federazioni e in determinati stili il contatto è consentito). L'eventuale ausilio di protezioni preventive (conchiglia, paradenti, corpetto, paratibia-piede, guantini) e l'adozione di sanzioni adeguate e di opportune norme completano il regolamento nella massima tutela dei praticanti. Negli anni cinquanta il maestro Mas Oyama creò il Kyokushinkai (Full Contact Karate) e da esso, successivamente, si svilupparono molti altri stili che facevano del contatto pieno il loro punto di forza. Oggi, grazie a questi modi di intendere il karate, si ha la possibilità di combattere in maniera più realistica e funzionale, anche attraverso il KO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se volete conoscere il significato di altri termini di uso comune cliccate qui.

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